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cosa significa identificare un immobile?

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La presentazione agli uffici comunali della maggior parte delle istanze richiede l’identificazione dell’immobile (o degli immobili) al quale queste si riferiscono. L'identificazione avviene attraverso l'indicazione dei dati toponomastici (indirizzo) e di quelli catastali (forniti dal catasto e reperibili sull'atto notarile di acquisto o di affitto dell'immobile).

Dati dell'immobile

Per consentire ai cittadini di recuperare con certezza le proprie istanze e migliorare la qualità delle informazioni presenti nelle banche dati, l'Area Politiche del Territorio ha pertanto introdotto controlli sulla validità degli indirizzi toponomastici e degli estremi catastali forniti all’atto della presentazione di un’istanza.

Dati toponomastici

È necessario inserire la denominazione ufficiale della via e un numero civico effettivamente esistente. Qualora l’istanza si riferisse a un immobile privo di numero civico, inserire la dicitura SNC. Per aiutare il cittadino nella compilazione dei dati è disponibile uno stradario on-line sul quale verificare le diciture corrette. In caso di "dati toponomastici non validi" consultarre questa FAQ.

Dati catastali

L’individuazione dei dati catastali di un immobile è spesso più difficile. Si consiglia di fare riferimento all’atto notarile di acquisizione del diritto reale sul quale tali dati sono solitamente riportati con cura e completezza.

Sul sito dell’Agenzia del Territorio è disponibile un servizio per la consultazione gratuita degli atti e dei documenti catastali. Utilizzando la funzione di ricerca dei dati catastali per codice fiscale è possibile ottenere gli identificativi corretti dei propri immobili.

Il sistema di validazione confronta i dati inseriti con quelli presenti nella banca dati catastale, impedendo l’inserimento di dati che non trovino corrispondenza.

Per evitare errori di validazione dei dati inseriti si consiglia di leggere con attenzione le istruzioni seguenti. Si ricorda che l’ufficio SIT è a disposizione dei cittadini per l’individuazione di estremi catastali che, anche dopo attenta verifica risultassero comunque non validi.

Compilare gli identificativi catastali

A supporto della compilazione ricordiamo che gli identificativi catastali di un immobile sono composti nel modo seguente:

  • Comune: è il codice di quattro caratteri utilizzato anche nel codice fiscale:
    • A794: Bergamo;
    • G108: Orio al Serio;
    • L404: Treviolo;
  • Sezione: è solitamente un codice di due lettere che identifica i comuni censuari nei quali era originariamente suddivisa la città:
    • BO: Boccaleone;
    • BG: Bergamo;
    • CP: Colognola;
    • CS: Castagneta;
    • GP: Grumello del piano;
    • RE: Redona;
    • VA: Valtesse;
    • VD: Val d’Astino;
    Purtroppo, solitamente per errori di trascrizione, nella banca dati catastale sono spesso riportati codici diversi, a volte anche di più di due lettere. Si consiglia di consultare l’atto notarile e provare a inserire quanto in esso riportato.
    Dal 1999, con l’unificazione delle mappe del catasto urbano e del catasto terreni, per le Unità Immobiliari urbane di nuova edificazione la sezione non è più compilata.
  • Foglio: è un numero che identifica una porzione di territorio comunale che il catasto rappresenta nelle proprie mappe.
  • Numero: (o particella, o mappale o numero di mappa) rappresenta all’interno del foglio, una porzione di terreno, o il fabbricato e l'eventuale area di pertinenza, ed è contrassegnata, tranne rare eccezioni, da un numero.
  • Subalterno: per il catasto fabbricati, dove presente, identifica un bene immobile, compresa la singola unità immobiliare esistente su una particella.

Per maggiori informazioni fare riferimento a quanto riportato sul sito dell’Agenzia del Territorio.