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Riutilizzo di terre e rocce da scavo

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Il D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120, ovvero il Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’art. 8 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 novembre 2014, n. 164 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 del 7 agosto 2017.

Il provvedimento, in vigore dal 22 agosto 2017, si occupa dei materiali da scavo gestiti come rifiuti e di quelli derivanti da attività di bonifica.

Questo decreto rappresenta l’unico strumento normativo da oggi applicabile per consentire l’utilizzo delle terre e rocce da scavo quali sottoprodotti, per tutti i materiali provenienti sia dai piccoli che dai grandi cantieri, compresi quelli finalizzati alla costituzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture.

Il D.P.R. abroga sia il D.M. n. 161/12, che l’art. 184-bis, comma 2-bis del D.L.vo 152/06, nonché gli artt. 41, c. 2 e 41-bis del D.L. 69/13.

 
Pertanto sono oggi così definite le modalità di tipo autorizzativo per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo :

  1. Terre e rocce da scavo prodotte in cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a VIA e AIA (quantità superiori a 6.000 mc)

 

I piani e i progetti di utilizzo già approvati prima dell'entrata in vigore del DPR 120 del 13/06/2017 restano disciplinati dalla relativa normativa previgente che si applica anche a tutte le modifiche e aggiornamenti dei suddetti piani.

 

Qualora il materiale da scavo venisse riutilizzato completamente all'interno del cantiere di produzione, dovrà essere seguito quanto disposto dall'art.185 del D.lgs 152/2006.